La settimana sindacale confederale dal 25 al 29 GIUGNO 2012

Settimana particolarmente concentrata su quelle che sono state le determinazioni da parte del Tar del Lazio, relativamente ai costi incomprimibili della sicurezza ed alle decisioni che saranno prese sulla revisione delle spese.
Nel dettaglio.

Governo e categoria

Contatti informali ma nulla di preciso o definito su quello che saranno le decisioni del Governo sulla riduzione/ristrutturazione delle spese che in qualche modo toccheranno anche il settore del trasporto.
Molte sono le ipotesi al vaglio che riguardano sia gli interventi economici che potrebbero subire sia riduzioni che modifiche nelle ripartizioni. Occorre anche evidenziare che sarà affrontata, una richiesta in tal senso è stata avanzata ai competenti organi, la questione relativa al mantenimento in funzione sia dell’Albo che della Consulta. Se non ne verrà provata l’utilità la loro permanenza in attività potrebbe essere messa a rischio. La nostra posizione è che non sia possibile annullare due organismi importanti di riferimento dei quali si potrà anche formulare osservazioni sulla loro funzionalità ma non certamente pensare alla soppressione.

Il Tar del Lazio non concede la sospensiva sui costi minimi

Si è conclusa con un nuovo rinvio nel merito la seduta del Tribunale amministrativo del Lazio che doveva esprimersi sul tema dei costi incomprimibili della sicurezza, sia in relazione alle delibere assunte dall’Osservatorio che sulla compatibilità della norma con i principi comunitari ed europei. La prossima seduta è convocata al 25 ottobre p.v.
Questo significa che le norme sui costi della sicurezza restano pienamente valide e rimangono in essere i diritti maturati fino ad oggi per effetto delle nuove delibere che hanno revocato le precedenti a far data dell’assunzione della decisione.
Una prima considerazione che tutti coloro che si occupano di diritto conoscono è che più si protraggono i tempi della sentenza più prende piede la validità della norma contestata.
La seconda è relativa al comportamento dell’Antitrust che ha dimostrato, così ci riferisce chi era presente ed ha potuto ascoltare lo scambio di opinioni tra i rappresentanti dell’Antitrust e della Confindustria, una preoccupante collaborazione ed assonanza.
Nel corso della conversazione sarebbe stata data assicurazione su un ulteriore intervento da parte dell’Autority anche sulle nuove delibere. Uno strano annuncio ed un singolare, oltre che censurabile, comportamento che solleva dubbi sull’imparzialità di una Autorità che dovrebbe oltre che apparire, soprattutto essere “indipendente”. Alla luce del fatto che, ad oggi, non ha ritenuto di rispondere alla richieste avanzate da Conftrasporto per un’audizione che potesse favorire chiarimenti, sia di quanto previsto dalla norma della concorrenza che consentire la possibilità di illustrare le ragioni per le quali il Parlamento, che non lo si deve dimenticare mai è sovrano, ha ritenuto di approvare le norme sulla sicurezza, non possiamo non restare perplessi .
Nessuno vuole suonare le fanfare o le campane in senso di vittoria ma ci pare che, utilizzando il particolare momento calcistico, potremmo dire di aver vinto fuori casa 1 a 0. Rimane sempre la partita di ritorno ma intanto sia le tesi della sospensione che quelle dell’Antitrust non sono state discusse e quindi non è stata messa la parola fine come qualcuno aveva dato per sicuro alla questione dei costi minimi.
Le reazioni registrate provenienti da molti operatori della categoria dimostrano che su tale linea di azione vi sia ampio consenso e questo ci rincuora anche perché leggendo qualche recensione ci era sorto il dubbio di essere in errore. Andremo avanti, anche semplificando le norme che si possono semplificare avendo a cuore l’interesse di un settore che chiede di poter essere aiutato ad operare in un sistema dove le regole siano certe ed applicabili, non per l’interesse solo dei diretti operatori ma per quello dei cittadini italiani.
Noi non abbiamo rifiutato mai alcun confronto. Ricordo che per il settore chimico era addirittura stata raggiunta una intesa, bloccata, non da noi, ma dalla committenza. Certamente l’intesa non si poneva in contrasto con le norme che vietano patti in violazione della concorrenza ma per scelta di chi oggi sostiene la necessità di un confronto, non si è potuto concludere il tutto.
Sempre per chi vuole essere rafforzato nelle proprie convinzioni rammento che per nove mesi si è tentato, con la mediazione del sottosegretario delegato Giachino, di definire un modo comune di interpretare la norma per garantire il raggiungimento delle condizioni di sicurezza e legalità, ma i rappresentanti della committenza lo hanno impedito. Naturalmente ora, così apprendiamo, cercano soluzioni sui “costi massimi”. La qual cosa suscita qualche perplessità ma anche di interesse. Anche su questa ipotesi, che valuteremo, pronti a condividerla non appena apparirà chiara e soprattutto di interesse della categoria, ci pare che il tempo stia passando e soprattutto sarebbe interessante sapere quali saranno i corrispettivi che verranno riconosciuti ma anche su quali certezze migliori, rispetto a quelle in vigore oggi, l’autotrasporto potrà contare, naturalmente con l’assenso dell’Antitrust.
Non vorremmo che sia un falso scopo tendente ad illudere chi continua ingenuamente, e qui la tanto decantata giovinezza non aiuta, a credere che questa committenza voglia seriamente trovare quelle soluzioni serie che saremmo tutti felici di condividere.
Perché non utilizzare il tempo che ci separa dalla prossima udienza del Tar per verificare la volontà delle parti in campo di costruire una soluzione condivisa, sperando di non incorrere nei fulmini di una Autorità particolarmente attenta a quanto avviene nell’autotrasporto ma distratta a quanto si verifica nel trasporto ferroviario, in campo assicurativo o nel settore petrolifero? Noi siamo per un sistema che fornisca certezze per tutti. Lavoriamo, dunque.
Ancora una considerazione sul comportamento dell’Antitrust che riteniamo sia veramente preoccupante per uno Stato democratico che ha la sua sovranità nel Parlamento.
Come sia possibile che alcuni esperti possano avere il potere di mettere in contestazione, nella fattispecie in sintonia con una delle parti in causa (guarda caso quella che dovrebbe pagare i costi) quanto proposto da un Governo, discusso ed approvato dai due rami del Parlamento, dopo il vaglio delle commissioni Affari Costituzionali, nonché della stessa Presidenza della Repubblica, non dico susciti perplessità ma metta un poco di paura per il futuro del nostro Paese e per gli stessi principi di democrazia.
Lunedì la questione verrà affrontata su il Giornale nella consueta rubrica. Reagiamo contro una ipotesi di un Paese dove in pochi e senza alcuna investitura popolare e solo per il fatto di essere parte di una Autorità, possano mettere in discussione quanto caso mai dovrebbe essere di competenza della Corte Costituzionale.

Attività federazione

Sabato ho potuto partecipare ai lavori del seminario organizzato dalla Federtrasporti che ringrazio per l’invito. Nell’occasione ero presente come coordinatore della Consulta nazionale della sicurezza del Cnel. Si sono tenute anche le riunione del Consiglio Nazionale Fai ed Esecutivo Conftrasporto che hanno discusso le linee portate avanti in questi ultimi tempi e dato un mandato per la riunione dell’organismo unitario .
La prossima settimana si terrà la riunione dell’Unatras che renderà nota la valutazione congiunta di un organismo unitario che, piaccia o meno a qualche commentatore, è il soggetto che decide le scelte di politica dei trasporti.

Alla prossima

Paolo Uggè

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