La settimana sindacale confederale dal 9 al 13 LUGLIO 2012

Ecco in sintesi quanto si è verificato nella settimana.

Governo e categoria
Come ormai è noto il decreto della Spending Review ha portato alcune novità che riguardano il nostro settore. Innanzitutto il Governo ha stanziato, così si legge nel testo a commento del Decreto, la somma di 400 milioni per l’anno 2013. Una risposta positiva che non eviterà tuttavia di dover aprire un confronto con il Governo sulla destinazione delle stesse ma che parte dalla riconferma delle risorse messe a disposizione l’anno scorso. Questo è positivo.
Il Decreto interviene poi modificando anche la parte sanzionatoria sul mancato rispetto dell’articolo 83 bis. In sostanza vengono cambiate alcune norme relative alle sanzioni per i committenti che non rispettano i tempi di pagamento previsti, incaricando la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate di tale incombenza. Altrettanto le sanzioni per il mancato rispetto dei costi della sicurezza. Anche in questo caso il compito di controllo viene attribuito alla Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate.
Sicuramente è questo un aggiustamento che dovrebbe produrre modifiche nella parte sanzionatoria che potrebbe anche rivelarsi più efficace di quanto in vigore attualmente.
Un aspetto emerge in tutta la sua evidenza ed è che “con la decisione di intervenire, in modo forse più funzionale per garantire il rispetto delle norme, il Governo ha voluto confermare la evidente condivisione dell’impianto dei costi minimi. Questo nonostante i ricorsi e le posizioni avverse di chi vede nei costi della sicurezza un ritorno alle tariffe obbligatorie o limitazioni ai principi del libero mercato”, anche questo va considerato positivamente.
Vi è poi una parte del Decreto di revisione della spesa, che non ha trovato il pieno consenso nelle federazioni rappresentative, relative all’Albo e alla Consulta.
Nell’incontro tenutosi al Ministero mercoledì 11 tutti i presenti hanno evidenziato come, per il Comitato e la Consulta, si sia voluto stravolgere o annullare decisioni precedenti, anche se poco abbiano a che vedere con le riduzioni di spesa.

Albo Autotrasporto
Il Comitato dell’Albo era stato inserito nelle disposizioni introdotte dal Governo Prodi nel 2006 che ha soppresso quegli organismi collegiali, non riconosciuti indispensabili, e che producevano costi per il bilancio dello Stato. Per quelli ritenuti utili veniva prevista la possibilità di proroghe. Solo un provvedimento di legge che intervenisse a modificare queste disposizioni avrebbe potuto evitare la chiusura degli organismi prorogati. Cosa che per l’Albo si è verificata.
Le modifiche introdotte con il Decreto Legge intervengono proprio su tale aspetto ed è stata proprio la ricollocazione, come già era nella fase iniziale, al Dipartimento trasporti, che lo ha mantenuto in vita, in linea con le disposizioni della Legge 4 agosto 2006, sopra citata.
Tornando ai provvedimenti emanati in materia con apposito Dpr, emanato nel 2007, l’elenco degli “organismi utili e quindi prorogabili” inseriva l’Albo e la Consulta. Successivamente con la Legge n.133/08 (governo Berlusconi) veniva disposta  una ulteriore proroga di due anni; infine la Direttiva della Presidenza del Consiglio del 2010 che ha introdotto il principio che gli organismi prorogati senza costi per il bilancio pubblico potevano restare operativi. Tuttavia una Direttiva non può mutare una Legge pertanto per l’Albo e la Consulta la fine rimaneva come già decretata alla data del 28 luglio 2012.
Con il Decreto del Governo Monti l’Albo è tornato ad essere incardinato nel Ministero e quindi, è grazie alle nuove disposizioni di Legge se non è stato soppresso; a differenza invece della Consulta, per la quale era stata prevista la soluzione che l’avrebbe salvata ma che un intervento autolesionista ha cassato, producendo di fatto la sua fine.
Esiste tuttavia un aspetto, non condiviso dalle federazioni e che è stato rappresentato nel corso della riunione. L’individuazione come Presidente dell’Albo di un dirigente del Dipartimento Trasporti che sostituirà il Consigliere di Stato. Le federazioni ritengono che per motivi di terzietà e garanzia si debba mantenere come presidente dell’Albo un Consigliere di Stato e in tal senso si sono attivate.

La Consulta
Per quanto riguarda la Consulta, voluta e avviata nel 2005, la questione, dopo il pasticcio, può ora essere risolta solo a livello politico. La sua costituzione è frutto di intese sottoscritte che assegnò alla stessa compiti di consulenza nei confronti dello stesso Esecutivo, tanto che il suo Presidente viene nominato dalla Presidenza del Consiglio. Ecco perché si richiede una soluzione politica. L’obiettivo evidente è quello di poter avere potere di maggior coordinamento nei confronti dei Ministeri interessati alle attività di trasporto.
La richiesta pertanto rappresentata è che l’organismo, pur senza costi a carico del bilancio pubblico, venga mantenuta in funzione fino a scadenza e inserita tra le deleghe assegnate al Sottosegretario delegato.

La ripartizione delle risorse
Nessuna proposta è pervenuta dal Ministero né tanto meno da parte delle federazioni che hanno prima chiesto di avere la conferma della disponibilità delle risorse per poi rappresentare le proprie proposte.

La presidenza Unatras
La presidenza Unatras, riunitasi martedì, ha definito le linee sulle quali si svilupperà il confronto con il Governo. In linea di massima è stata espressa soddisfazione per la conferma delle risorse insieme alla necessità di assicurazioni relativamente alle nuove disposizioni sulle modifiche apportate alle norme sui costi della sicurezza e sulle possibili semplificazioni da prevedere per dare una migliore rispondenza agli obiettivi fissati.

Al Ministero un po’ di confusione
In una fase così delicata si renderebbe necessaria una maggior consapevolezza su quello che si sta affrontando. La politica dei trasporti non può non avere un riferimento politico certo. Sorprendono infatti alcune dichiarazioni rilasciate sulla presenza nel Decreto di un provvedimento di delega che sarebbe o potrebbe esservi  nella Legge di conversione del Decreto sulla Spending Review. Fintanto che una simile affermazione è rilasciata da chi ha poca dimestichezza con le procedure parlamentari la questione assume una limitata dimensione e può essere collocata solo nelle aspettative che ognuno può avere. Non così se le affermazioni appartengono ad un rappresentante del Governo che intervenendo nel tema del protocollo trasporti delle Alpi (dimostrando tra l’altro nel merito di non aver compreso che la questione non è afferente al trasporto su gomma ma ai collegamenti e quindi riguarda l’economia nazionale) ha con grande entusiasmo evidenziato (cosa c’entrasse non è dato a sapersi) anche la previsione di una delega presente nella Spending Review su un riassetto normativo delle leggi sull’autotrasporto.
Se un rappresentante del Governo ritiene che in una Legge di conversione si possano inserire i principi di una Legge delega, senza tener conto non solo delle difficoltà parlamentari ma anche dei presupposti di compatibilità, non a caso richiamati più volte dal Capo dello Stato, gli rivolgiamo i più calorosi auguri.
La considerazione che emerge è relativa alla politica dei trasporti e quale sia la linea del Governo. E’ pur vero, ed è un suo diritto, che l’attuale Esecutivo non condivide la concertazione, ma almeno far conoscere le proprie intenzioni alle parti sociali parlando con una sola voce, sarebbe necessario nell’interesse del Paese. Suscitare aspettative o utilizzare incontri per propri scopi non ci pare essere la strada migliore.
Quando le aspettative vanno deluse le conseguenze possono essere rischiose per il sistema Paese e questo non è mai giusto. Chi ha l’onore di governare deve essere chiaro ed evitare uscite che dalle mie parti sono definite “alla carlona”.

L’illusionista
 In tutta la vicenda trova spazio anche “l’illusionista di mestiere” che tenta di attribuirsi meriti che non possiede. Di questo nel dettaglio ne parla il Pragmatico sul nostro sito. Noi non possiamo che sottolineare con la matita rossa simili furberie. Non è sostenibile per chi cerca l’unità di intenti di comportarsi come un qualsiasi ruba galline. Che si cerchino ragioni per giustificare la sospensione, la seconda in breve tempo, di un fermo dichiarato è comprensibile; ma provare, a ribaltare le carte della verità, attribuendosi  meriti di un qualcosa che non si è contribuito a determinare, è cercare di spacciare uno sforzo di fantasia per realtà.
A chi ha pensato di strumentalizzare l’illusionista ed invece ne esce strumentalizzato, suggeriamo di approfondire quali siano le proposte del riassetto dell’autotrasporto che ha in mente quel leader che in una recente audizione alla Camera è stato definito irresponsabile. Scoprirà che l’obiettivo è molto lontano dalle linee che il Governo del quale fa parte sostiene. Allora ci sarà da ridere.. ah! Benedetta inesperienza e voglia di protagonismo.

Attività federative
Oltre alla riunione di mercoledì della quale ho sopra riferito, martedì si è tenuta la riunione con la presenza di rappresentanti confederali per affrontare i temi legati al rinnovo del contratto di lavoro e all’applicazione di alcune parti di quello attualmente in vigore; presso il comitato dell’Albo si sono tenute alcune riunione di commissioni ristrette;  giovedì il convegno sul Lavoro con il ministro Fornero.

Alla prossima.

Paolo Uggè

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