La settimana sindacale confederale dal 16 al 20 LUGLIO 2012

Si trascrivono di seguito le principali attività della federazione della settimana.

Governo e categoria

Il lavoro settimanale si è incentrato sulla predisposizione degli emendamenti al Decreto Legge sulla revisione della spesa, nel quale sono inserite normative che riguardano,da vicino, il nostro settore.
Albo e Consulta, organismi che per effetto di una legge del 2006 dovrebbero concludere la loro attività il 28 luglio 2012, hanno fatto registrare due evoluzioni diverse. L’Albo è stato ricondotto sotto il controllo del Dipartimento trasporti, anche come capitolo di spesa e così potrà proseguire nella propria attività; la Consulta finirà, salvo interventi adeguati, la propria attività il 28 luglio. Il motivo è la mancata presentazione di provvedimenti necessari per mantenerla in attività.
Altri articoli riguardano modifiche ai costi della sicurezza e le relative sanzioni applicabili. Aver affidato all’Agenzia delle Entrate ed alla Guardia di Finanza il compito di effettuare i controlli è un mutamento che in tutta evidenza rende meno complessa, ma più adeguata, la funzione dei controlli. Altrettanto si può dire sulle sanzioni per il mancato rispetto dei tempi di pagamento.
Ovviamente il percorso di conversione sarà convulso in quanto gli emendamenti si moltiplicheranno e il risultato finale molto probabilmente sarà un maxiemendamento del Governo. Staremo a vedere.
Da parte nostra abbiamo elaborato alcuni emendamenti sia per quanto riguarda l’Albo e la Consulta in quanto riteniamo indispensabile mantenere in vita i due organismi collegiali.
Altrettanto abbiamo prospettato l’ipotesi di soluzione sulla ratifica del protocollo trasporti della Convenzione delle  Alpi. In tal senso anche il presidente confederale Carlo Sangalli ha inviato una lettera a sostegno delle tesi che abbiamo avanzato come possibile soluzione accettabile.
Nessuna fase di confronto infine è stata ancora avviata per la definizione di come potrebbero essere ripartite le risorse messe a disposizione del settore e questo non ci lascia tranquilli, interventi sulla entità delle risorse sono sempre possibili, anche se questo non potrebbe restare senza conseguenze.
Il senso di responsabilità non manca certo alle imprese di autotrasporto ma i risultati debbono essere frutto di eventuali confronti, cosa che invece fino ad oggi, a livello politico, non vi sono stati.

Contratto di trasporto e regime di responsabilità solidale

Una circolare del ministero del Welfare ha innescato problematiche che rischiano di avere delle ripercussioni sull’attività delle imprese del settore. Non c’è dubbio che il malcostume che sempre più si è instaurato nei rapporti tra alcune imprese e piccoli lavoratori autonomi abbia prodotto una situazione al limite della decenza, rispetto alle leggi vigenti. Nei mesi scorsi avevamo dato notizia di interventi effettuati dagli ispettori del lavoro e di interrogazioni parlamentari che avevano, con molta precisione, evidenziato l’esistenza di possibili situazioni di dumping nella distribuzione di plichi e pacchi. A detta degli interroganti, solo grazie ad interventi di finanziamento attuati dalla società Poste nei confronti della Sda, si erano potuti risolvere problemi di liquidità. Ma anche altre  imprese praticavano, e pare lo continuino a fare, prezzi impossibili a sostenersi, distorcendo il mercato o utilizzando come dipendenti, senza riconoscerne le giuste spettanze retributive ed anche contributive, piccoli operatori
Oggi la circolare suddetta (abbiamo predisposto una circolare a commento per fornire elementi di utili alle imprese) ha fornito interpretazioni che potrebbero tuttavia innescare dubbi interpretativi che potrebbero coinvolgere anche le attività delle imprese di autotrasporto. Sull’obiettivo di porre fine alle pratiche di dumping siamo perfettamente d’accordo; ma non possiamo consentire che si possano innescare negatività sui rapporti sull’interscambio funzionale all’esercizio delle attività tipiche del mondo dei trasporti.
In tale direzione sono già state assunte iniziative per tutelare al meglio le imprese rappresentate.

Rinnovo contratto di lavoro

Non  si terrà alcun incontro con le organizzazioni sindacali dei lavoratori che avevano proposto, dopo l’invio della piattaforma, l’avvio della fase di confronto. Molte sono state le sollecitazioni pervenute alla federazione, tendenti a sostenere l’assoluta indisponibilità a sottoscrivere il rinnovo del contratto senza rivedere profondamente la parte normativa. La risposta fornita d’intesa con tutte le parti che compongono la parte datoriale è stata di rinviare la fase del confronto a ottobre. Questa scelta porterà ad una altra evoluzione che rischia di non essere positiva. Sappiamo bene quanto una parte rilevante della componente datoriale sia particolarmente disponibile e debole nel periodo che precede il Natale. Questo potrebbe produrre una rapida conclusione del rinnovo contrattuale per la quale non è difficile prevedere quale sorte possa essere riservata alle esigenze delle imprese di autotrasporto. i casi di sfruttamento di lavoratori di cui si accennava prima; i fenomeni di ricorso a personale in affitto ed il sempre più frequente ricorso alla delocalizzazione, dovrebbe indurre invece ad affrontare il tema del rinnovo contrattuale in modo più flessibile.

Attività federative

Riunioni all’Albo,  dell’assemblea del Cnel, della giunta confederale, del comitato della Consulta, si sono tenute, come da programma. Venerdì presso la sede confederale una delegazione Fai ha potuto incontrare rappresentanti di federazioni estere con le quali si è fatto il punto della situazione sulle difficoltà che il mondo imprenditoriale del trasporto sta affrontando a causa del perdurare della crisi economica.
Alla prossima.

Paolo Uggè

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