La Settimana Sindacale dal 27 luglio al 3 agosto

Settimana decisiva, come preannunciato, per l’approvazione di normative che riguardano il nostro settore. In sintesi

Governo e categoria

Il Senato ha approvato il decreto legge sulla spending review, come da programma, e nel testo sono inserite alcune disposizioni che riguardano da vicino il nostro settore.Nel merito le circolare emanate hanno illustrato i contenuti di quanto deciso. Mi soffermerò solo con alcune considerazioni sulle novità introdotte.Iniziamo da quelle più negative.

Abrogazione della Consulta

Una scelta scellerata ed ingiustificabile quella decisa dal Governo. Ricordiamo tutti le ragioni per le quali era stata costituita la Consulta e quanto ha prodotto. Dal Patto della logistica, condiviso dalle parti sociali, al Piano, approvato dal Cipe, ai suoi aggiornamenti e al completamento determinato  grazie al lavoro svolto sotto la presidenza del sottosegretario Giachino e dei suoi collaboratori, ai quali rivolgiamo un sentito ringraziamento, limitandoci a citare per tutti la dottoressa Clara Ricozzi  segretario generale.Il lavoro della Consulta aveva anche fornito elementi che lo stesso ministro Passera aveva giudicato di grande rilevanza se non fosse altro che ne aveva fatto oggetto di una direttiva impartita per l’anno 2012. Anche per questo non si comprende la scelta attuata.Una prima constatazione. Se il ministro competente ha emanato una direttiva precisa con la quale indica il programma di lavoro che la Consulta avrebbe dovuto portare avanti, come è stato possibile che il Governo abbia respinto gli emendamenti presentati che avrebbero mantenuto in vita, e senza costi per lo Stato un organismo considerato utile?  Che razza (evito un termine più appropriato, perché volgare, anche se più adatto) di Governo è un esecutivo che sconfessa uno dei suoi ministri più significativi?Purtroppo la Consulta, e noi lo avevamo preannunciato, è stata soppressa ed ora tutte le sue funzioni che toccano la nostra attività saranno ricondotte al Dipartimento o all’Albo. Occorrerà un apposito provvedimento che ci auguriamo sia emanato almeno dopo aver sentito le federazioni del settore, e non certo per ridare vita alla concertazione ma al solo fine di raccogliere pareri ed opinioni. A volte è utile a tutti rammentare che dopo un periodo di vacche grasse ne viene sempre uno opposto e noi, per restare nel regno animale, abbiamo la memoria da elefante. Quindi anche a questo Esecutivo ne subentrerà un altro e, nella ipotesi più lontana, nel prossimo mese di maggio guiderà il Paese.Ci piace evidenziare una ulteriore aspetto a sostegno delle nostre forti contrarietà sulla soppressione della Consulta. L’Università Bocconi aveva elaborato uno studio per il Governo sui costi del “non fare”. In termini più chiari: quanto costerà al Paese la mancata attuazione delle linee contenute nel Piano della logistica. 270 miliardi dal 2012 al 2020, l’1,9% del Pil. Ma anche questo aspetto di una certa rilevanza, per un Governo che sostiene di voler ridurre i costi e rilanciare la competitività, è stato totalmente ignorato.

Riforma dell’Albo

Il Comitato dell’Albo è stato mantenuto in vita invece  e ricondotto sotto la sorveglianza del Dipartimento dei trasporti. Una decisione che deriva da un decreto emanato nel 2006 dal Governo Prodi, come già detto. Anche in questo caso gli emendamenti presentati e l’intervento attuato da parte di tutte le federazioni con un appello al Governo non hanno avuto alcun risultato e l’impianto deciso dal Governo non è stato modificato. L’Albo rimane in vita ma solo  perché il Dipartimento lo ha incardinato tra le proprie competenze e quindi lo ha “salvato” facendolo rientrare nei parametri introdotti con il decreto del 2006.

Modifiche all’articolo 83 bis

Abbiamo letto delle considerazioni non rispondenti a quello che è realmente successo durante il dibattito al Senato. Alcuni emendamenti che addirittura prevedevano la soppressione delle norme su costi della sicurezza erano in discussione. Per dovere di cronaca dobbiamo subito ricordare che la decisione di assegnare i poteri sanzionatori e dei controlli alla Guardia di Finanza ed all’agenzia delle entrate, non è stata una scelta delle nostre associazioni. Esiste una precisa presa di posizione in merito che evidenzia l’incongruenza di una norma che muta un decreto interministeriale emanato da poche settimane sullo stesso argomento. (vedi nostre comunicazioni in merito).Solo la lettura del testo, gli emendamenti presentati e la discussione registrata in Commissione, oltre alla conoscenza di interventi estranei,  hanno generato l’intervento deciso dell’Unatras. Non certo l’intenzione di entrare nel merito del nuovo testo, quanto invece di evidenziare la necessità che le nuove modifiche non indebolissero  il sistema dei controlli e delle sanzioni. Prima di rilasciare certe dichiarazioni, anche se comprensibili, occorrerebbe documentarsi. Certo se le informazioni non sono trasferite, vuoi perché non si conoscono o perché non si tengono i rapporti con il presidente o il segretario dell’Unatras, la responsabilità non è di chi “cerca e non trova”, ma di chi non si fa trovare.La lettura attenta del testo originale del decreto, tutti lo possono notare, e la stesura finale dimostra quanto sia stato inserito di diverso. La legge che assegna i compiti della Guardia di Finanza dispone chiaramente che le competenze sono “tutte quelle che le vengono assegnate per legge”. Il problema era distinguere bene i compiti tra chi effettua le verifiche e chi emana le sanzioni. Oggi è così. Se la legge assegna il compito di controllare anche il rispetto dei costi della sicurezza nessuno può dire che la Finanza non vuole. Significherebbe omettere l’applicazione di una legge, e soprattutto nel caso di un corpo militare questo non avviene mai.Nessun incontro segreto, dunque, ha mosso l’Unatras e chi ha tratto delle valutazioni affrettate lo ha fatto senza conoscere quelli che sono stati i passaggi. Solo la necessità di difendere il principio dei controlli ha generato una presa di posizione che ha indotto il Governo a modificare la disposizione originale, distinguendo le funzioni. Su questo aspetto possono esistere valutazioni diverse; questo è legittimo. Ma non si può ricostruire i fatti sui si dice.Chi considera più efficace il nuovo disposto e chi meno. (la grande preoccupazione dimostrata da parte dell’utenza forse significano qualche cosa). A noi interessa un sistema che funzioni e quindi, naturalmente, chiederemo al Governo, che ha preso la decisione, l’onere di farla rispettare.Le risorse per il settoreNonostante i tagli apportati anche in questa tornata sono rimasti stanziati per l’autotrasporto 400 milioni di euro per l’anno 2012. Interventi ulteriori non si possono escludere. La situazione è sotto gli occhi di tutti. Staremo a vedere.

Attività federative

Martedì abbiamo tenuto il comitato di presidenza che ha compiuto una valutazione sugli sviluppi degli ultimi giorni. Sono state assunte decisioni che riguardano l’attività dopo il periodo feriale e che prevedono anche giornate di studio che si svolgeranno entro la metà di ottobre. Per il rinnovo del contratto la commissione sindacale si incontrerà ai primi di settembre al fine di definire le linee di comportamento da assumere.La Presidenza ha anche deciso di non fornire elementi per alimentare polemiche pretestuose rispetto ad alcune notizie riportate su una rivista. Vecchie questioni che non hanno alcun riferimento alla realtà e che sono già state più volte smentite. Non forniremo lo sgabello sul quale qualcuno vuol salire per dare spazio alla propria voglia polemica che non ci tocca.Noi abbiamo sottoscritto un protocollo di legalità; altri no! Questo è un fatto; altrettanto è un fatto che esistono delle differenze tra società cooperative di proprietà dei soci ed altre forme di società; Così come esiste una differenza sostanziale tra il termine controllate e aderenti.Se qualcuno non conosce la differenza ci contatti e forniremo tutte le delucidazioni necessarie.

In conclusione le vacanze per chi le può godere sono un diritto ed un dovere. Chi è in grado di poter usufruire di un periodo di riposo, da subito, se lo goda fino in fondo. Chi invece deve per ragioni di lavoro rimandare sappia che i nostri uffici, ad eccezione della settimana centrale, sono sempre a disposizione di coloro che necessitano di rapportarsi con la federazione. 

Buone vacanze a tutti

Paolo Uggè

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