La settimana sindacale confederale dal 29 ottobre al 2 novembre 2012

Poco intensa la settimana trascorsa. Il tema della sentenza del Tar del Lazio è stato dominante nelle nostre attività. In sintesi.

Governo e categoria

Non sono ancora pervenute le proposte che la committenza aveva annunciato di voler avanzare sulla controversa questione dei costi della sicurezza. Nel corso dell’incontro, avvenuto nella giornata di venerdì scorso al ministero, il sottosegretario ha ipotizzato alcune soluzioni, basate su una riedizione della norma che prevede la non applicazione dei costi minimi ai contratti scritti.

Tutti ricorderanno come all’inizio della fase che ha introdotto i costi della sicurezza i contratti scritti non erano inclusi nell’obbligo di prevedere i costi della sicurezza, anche se nel contratto dovevano essere evidenti le condizioni previste per il trasporto.

Naturalmente, e qui emerge con grande evidenza, quanto si possa contare sulla serietà di coloro che commissionano viaggi ai vettori, diversi trucchi venivano utilizzati per far passare contratti verbali come scritti.

La scarsa efficacia dei controlli inoltre hanno reso indispensabile la richiesta della previsione del rispetto dei costi di minimi di sicurezza  anche nei contratti scritti. Il ritorno ad un diverso modo di considerare le due fattispecie contrattuali non può essere considerato accettabile se privo degli elementi che impediscano le “furbate”.

Tutto comunque non può essere valutato sulle intenzioni ma deve trovare proposte scritte sulle quali le associazioni si sono impegnate a compiere una seria valutazione. Un elemento previsto, e fino ad oggi per nulla utilizzato, mi torna alla mente ed è quello della qualità. Rispettare tutte le regole che garantiscano il rilascio della certificazione di qualità legata al rispetto di procedure è una previsione contenuta sia nella legge n.32/05 che nel dlgs.n..286 . Questo importante aspetto è stato ignorato del tutto ma potrebbe essere recuperato e valutato adeguatamente per rafforzare il concetto del rispetto delle regole in assenza di contratto scritto.

Ad oggi nessuna proposta è pervenuta  né tanto meno risultano atti attraverso i quali si riconosce il valore del principio della sicurezza che deve sempre essere prevalente. Come sarà possibile, e qui il tentativo deve essere portato avanti dal Governo, se rimane aperto un contenzioso, trovare soluzioni condivise? Alla disponibilità dimostrata dall’autotrasporto non si è registrata una altrettanta presa di posizione positiva su quella che era la condizione posta.

Va da sé che se non mutano le posizioni anche la disponibilità annunciata non può che venir meno.

Conftrasporto ha già assunto una linea chiara ed è determinata, anche da sola, a tutelare la sicurezza dei cittadini. Il Governo, che fino ad ora ha mantenuto una posizione corretta a difesa del principio inserito nelle norme approvate dal Parlamento, deve sapere che su questo indisponibile valore noi non siamo disponibili a tornare indietro.

Leggiamo con grande disappunto le dichiarazioni di alcuni operatori (logistici?) che magari nel loro operare hanno sempre considerato come quota fissa il compenso per la loro intermediazione, che non subisce variazioni rispetto al corrispettivo riconosciuto al vettore, che considerano una “tassa” il dovuto per coprire i costi della sicurezza. Questi arrivano a confondere il prezzo con il costo e il guadagno e l’attività di trasporto, che scarica le inefficienze sui cittadini, come fosse qualsiasi altro produttore di servizi. E’ una concezione sbagliata che non tiene conto né di quanto previsto dalla nostra Costituzione sulla libertà di intraprendere, né della chiara valutazione del Tar del Lazio che più volte ha ribadito la prevalenza dell’interesse della sicurezza rispetto a quello dell’economia. La sentenza che ha annullato il decreto ministeriale con le deroghe sui divieti di circolazione ne è una evidente riprova. In quell’occasione non abbiamo registrato una presa di posizione di coloro che si definiscono operatori logistici, ma che nella loro attività per lo più si comportano solo come agenzie di intermediazione pura, per mantenere inalterata la competitività delle imprese di trasporto, data dalle giornate di circolazione.

Staremo quindi a vedere quelle che saranno le evoluzioni.

Attività federative

Oggi è un giorno particolare nel quale si celebra la commemorazione dei defunti. Noi vogliamo ricordare tutti i nostri colleghi che hanno perso la vita nell’esercizio dell’attività di trasporto e siamo vicini ovviamente ai loro congiunti. E’ proprio anche per migliorare le condizioni di coloro che ancora muoiono sulle strade ma che, nonostante il calo significativo registrato con l’entrata in vigore dei costi minimi della sicurezza, sono sempre troppi, noi ci battiamo per avere un settore dove le regole garantiscano il rispetto dell’incolumità dell’uomo.

Lunedì prossimo il nostro consiglio compirà una attenta valutazione delle evoluzioni, anche in vista dei possibili sviluppi che si potranno determinare.

Si terranno anche riunioni per il rinnovo del contratto di lavoro, riunioni al Cnel e della Presidenza confederale.

Alla prossima. Paolo Uggè  

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