La settimana sindacale confederale dal 7 all’11 GENNAIO 2013

Governo e categoria

Aspettarsi novità o iniziative in questa prima settimana lavorativa dopo il periodo natalizio e in fine di legislatura era una utopia. Il mondo politico ormai è concentrato sulle prossime elezioni. Tutto ruota intorno a questo appuntamento delicato ed importante per il Paese ma soprattutto per le nostre imprese.
Il Tar del Lazio non ha ovviamente assunto determinazioni in merito alla questione delle delibere sui costi della sicurezza e il tutto rimane immutato, nel senso che le norme devono essere applicate. Lo affermo anche perché talune committenze sostengono che fino al pronunciamento del Tar non intendono procedere a dare attuazione alle norme. Ricordo che nel frattempo gli operatori che fanno ricorso alla magistratura ottengono il riconoscimento delle loro spettanze, anche grazie ai decreti ingiuntivi immediatamente esecutivi che di regola vengono disposti. Lunedì sulla rubrica Ruote d’Italia che viene pubblicata su “il Giornale” riprenderò l’argomento.
In queste giornate è stata emanata anche una circolare interpretativa sui trasporti petroliferi che ha meglio identificato alcune fattispecie.
Nessuna circolare invece circa l’applicabilità delle sanzioni ha visto la luce e pertanto nel prossimo Consiglio nazionale assumeremo il formale mandato per procedere con l’azione di segnalazione nei confronti delle Autorità costituite per le omissioni registrate.

L’anno che si apre

Scontati, ovviamente, gli auguri per l’anno che si è avviato voglio ricordare subito che il 2013, per noi della Fai, sarà un periodo particolare. Sarà l’anno della Fai.
Il 12 e 13 giugno vivremo la celebrazione dei cinquant’anni di vita associativa. La Fai,costituita a Montecatini in un assemblea tenutasi all’hotel Kursaal aveva fin da allora l’obiettivo di dare vita ad una sola organizzazione rappresentativa degli interessi di settore. Furono le divisioni e le furbizie, innescate da chi voleva, utilizzando cavalli di Troia, mantenere diviso e debole chi invece, se unito, forte ad impedire che la Fai, anziché essere la federazione di tutti, diventasse una ulteriore associazione. Questo passaggio si può leggere in una relazione di Giovanni Fagnano, uno dei nostri padri costituenti.
Noi celebreremo i vari passaggi partendo dal riconoscimento del fallimento dell’obiettivo richiesto dagli operatori del settore. L’unità della categoria non è stata ancor oggi raggiunta e le risultanze si vedono. Per questo riteniamo che la nostra federazione sia oggi, (senza mancar di rispetto a nessuno) l’unica realtà associativa nel settore che lavora concretamente per l’unità e che prova a tutelare gli interessi del settore.
Non sempre ci siamo riusciti e talvolta commettiamo errori ma non ci siamo mai piegati in tutta la nostra storia a indicazioni che non fossero l’espressione dei nostri aderenti.
Nell’ambito delle iniziative per celebrare l’anno della Fai assumeremo iniziative innovative che si concretizzeranno attraverso momenti di incontro ai quali chiederemo la partecipazione delle nostre strutture innanzitutto ma anche a tutti gli operatori, committenze comprese, che vorranno mettersi in gioco e farsi coinvolgere.
Nel prossimo consiglio nazionale convocato per il giorno 18 saranno illustrati i dettagli per la loro definizione. Rivolgo nuovamente a tutti la necessità di una proficua collaborazione sia segnalando eventi, che nominativi di imprenditori che si sono distinti nelle attività associative, occorsi negli anni trascorsi. Ricostruire cinquant’anni di storia non è facile anche se molto stimolante.
Una ulteriore azione altrettanto importante, visto il momento di particolare difficoltà nel quale il Paese si trova la vivremo nel mese in corso.
Il giorno 22 con iniziative stampa sia a livello nazionale che territoriale si renderanno evidenti le principali carenze determinate dalla situazione economica per le piccole e medie imprese.
Successivamente il 28 gennaio si effettuerà la mobilitazione in tutto il Paese che consentirà di presentare le richieste che il mondo che raggruppa tali realtà intende evidenziare sia all’opinione pubblica che alle forze politiche.
Certamente si parlerà dell’eccessiva imposizione fiscale con il previsto aumento dell’Iva; delle difficoltà di accesso al credito, del costo della burocrazia, di trasporti nonché altri temi di rilevante importanza sui quali si gioca molto del futuro del Paese.
Noi verremo coinvolti e sarà per noi l’occasione importante per dare il segnale di come i temi che ci toccano da vicino sono parte delle questioni dell’economia.
Una occasione importante viene data al nostro settore che non deve essere sottovalutata.
Come annunciato gli esperti stanno lavorando per definire il manifesto di proposte che saranno nelle prossime settimane inoltrate alle forze politiche. Come di consueto chiederemo la loro condivisione e faremo sapere chi le vorrà condividere ed aprire il confronto con noi.
Questa volta, ancor più di altre, è troppo importante per commettere errori nelle scelte. La politica economica non è irrilevante rispetto a quello che potrà essere il futuro della nostra attività. Decidere in ragione dei nostri interessi è troppo importante. Storie personali, ( festini o tendenze di natura sessuale, candidature poco condivise, ringiovanimento della classe politica, polemiche con la cosiddetta casta ed i suoi privilegi, prestigio europeo etc) non devono distrarci dalla necessità primaria di impegnarci affinché il Paese possa essere governato e soprattutto che gli interessi delle nostre imprese siano tutelati al meglio.
Faccio subito un riferimento per essere chiaro. Sembra che in Lombardia un personaggio che ha avuto a che fare con il mondo del trasporto, come controparte agguerrita, guiderà o sarà presente nelle liste di un partito. Ognuno farebbe bene a non dimenticare le posizioni sostenute sui costi della sicurezza da quel personaggio che ha ricoperto un ruolo di leadership in una importante realtà della committenza. Noi inviteremo, indipendentemente dalle proprie convinzioni, a non supportare con il proprio voto la forza politica che candida chi è stato così ostile nei nostri confronti. Questo vuol dire agire per la tutela dei nostri interessi. Al momento opportuno lo diremo con chiarezza.

Le polemiche inutili

Ho preso nota delle inutili polemiche sviluppatesi dopo che una mia precisazione su una notizia riguardante il bonus ecologico.
In Sicilia qualcuno aveva fatto circolare la voce che erano stati superati gli ostacoli che fino ad oggi avevano impedito il riconoscimento dell’incentivo per le autostrade del mare.
Purtroppo le verifiche da noi effettuate hanno confermato l’inesattezza della notizia, diffusa con troppa leggerezza. Avendo noi profuso particolare attenzione e impegno su tale partita e ben consci delle conseguenze che si generano tra gli operatori quando le aspettative non vengono soddisfatte, siamo stati costretti, anche su esplicita richiesta della nostre strutture locali, a prendere posizione. Nessuna volontà di protagonismo nei confronti di organizzazioni che lavorano in silenzio e nell’ombra. Chi ha innescato l’inutile polemica dovrebbe ricredersi e scusarsi dopo la smentita della parlamentare europea onorevole Serracchiani che ha confermato come purtroppo non si registrino ancora passi in avanti sulla vicenda.

Nota personale: sono stato informato che i “soliti” farebbero circolare la notizia di una mia sicura candidatura alle prossime elezioni.
Chi lo ha proposto non ha ottenuto la mia disponibilità. Speriamo di aver evitato così altre inutili polemiche.

Alla prossima.

Paolo Uggè

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