La settimana sindacale confederale dal 18 al 22 FEBBRAIO 2013

ugge-paolo-cnela cura di Paolo Uggè – Presidente FAI-Conftrasporto

Di seguito le principali iniziative della settimana.

ANDATE A VOTARE!

Qualcuno non si sorprenda per questa apertura ed evidenziazione ma ritengo sia necessaria, soprattutto dopo aver sentito che cinque milioni di italiani sono ancora indecisi su cosa fare.
Cosa hanno a che fare i nostri problemi con le elezioni?
Moltissimo. Un governo che ostacoli il trasporto su gomma sarebbe il colpo finale per molte delle nostre imprese.
Da diverso tempo ho cercato di trasmettere quella che dovrebbe essere la preoccupazione per ognuno di noi. Quale Esecutivo uscirà dalle urne ma soprattutto come intenderà operare in tema di politica dei trasporti?
Tutti sono interessati. Ci auguriamo che chi governerà il Paese comprenda come sia fondamentale acquisire un aspetto essenziale ma fino ad oggi poco compreso. La grande differenza che esiste tra la scelta e la realizzazione degli strumenti con i quali realizzarla.
Ognuno di noi prima decide cosa deve fare e poi individua i mezzi con i quali raggiungere lo scopo prefissato.
Questo approccio deve valere anche per i temi economici dei quali la logistica e i trasporti sono una parte indispensabile. La logistica è economia liquida. Per questa fondamentale ragione cerchiamo di far comprendere alle forze in campo come prima vengano le scelte su quale politica dei trasporti sia da attuare e poi si definiscano le infrastrutture utili per raggiungere l’obiettivo. Gran parte dei nostri uomini politici sono ancora convinti che parlare di infrastrutture significhi fare politica dei trasporti. Nulla di più errato; questo va modificato.
Da questo ragionamento ho cercato di costruire il nostro percorso di preparazione per le elezioni del 24 e 25 febbraio.
Abbiamo elaborato un programma; lo abbiamo condiviso con le altre organizzazioni che sono parte dell’Unatras e lo abbiamo inoltrato alle forze politiche, nessuna esclusa. In altra parte del sito viene pubblicata tutta la documentazione sia relativa alle richieste che alle risposte ricevute.

Dimostriamo ai partiti che non hanno voluto rispondere, lo stesso interesse che hanno saputo dimostrare nei confronti del nostro settore! Ignoriamoli il giorno del voto.

Movimento 5 stelle; Sel; Rivoluzione civile; Udc; Scelta Civica del Senatore Mario Monti; tutti hanno scelto di tacere sul nostro documento. Alcuni perché non avevano nulla da dire, altri forse perché pregiudizialmente ostili al trasporto su gomma.
Le forze politiche che hanno risposto sono solo: Il Pd, con il Segretario Pierluigi Bersani; la Lega Nord-Liga Veneta, con il Segretario Nazionale Flavio Tosi; il Pdl con il portavoce del leader Silvio Berlusconi.
Il tenore delle risposte lo potete leggere da soli e farvene una opinione. Anche il Sole XXIVore di ieri, giovedì 21 febbraio, ha pubblicato una pagina dove sinteticamente sono riportate le proposte dei partiti. Tra quelli pubblicati spiccano in negativo il Movimento 5 stelle e Rivoluzione civile che, con grande chiarezza, sostengono il blocco delle opere infrastrutturali e confermano disinteresse, se non per penalizzarne l’attività, ai temi della logistica e dei trasporti.
Altre forze di rilevanza nazionale si limitano a sostenere la realizzazione di opere infrastrutturali. Solo una inserisce nel programma “interventi per il potenziamento della logistica e trasporto merci.
Il quadro che mettiamo a disposizione degli operatori del settore ritengo sia sufficiente per formarsi delle opinioni.
Ora tocca a voi! Occorre partecipare e scegliere non come singoli soggetti ma come categoria di elettori.

E’ difficile per ognuno rinunciare alle proprie convinzioni. Ma la prossima legislatura è troppo importante per il futuro delle nostre imprese per non domandarsi se non sia giunto il momento per l’autotrasporto di affrontare la politica come categoria, valutando i fatti e attribuendo il consenso a chi si impegna con il nostro mondo.
Alcune candidature lasciano intravedere spiragli di interesse nei confronti del mondo del trasporto e della logistica. Dobbiamo alimentare questo timido interesse.
A Torino è in lista l’ex presidente della Consulta e già sottosegretario Giachino; in Liguria Sandro Biasotti, già presidente della Fai Liguria e capo gruppo nella passata legislatura per il Pdl nella Commissione trasporti, in Toscana l’onorevole Silvia Velo parlamentare Pd che da tempo segue il settore con competenza e passione; ancora in Liguria l’ex presidente Fai Emanuele Remondini, pur se in posizione non di primo piano, e la presidente di Spediporto Roberta Oliaro, protagonista di una campagna contro i costi della sicurezza, candidati entrambi nella lista Scelta Civica di Mario Monti. Pur nella diversità di opinioni, che non condividiamo ma rispettiamo, in confronto alle competizioni elettorali degli anni precedenti, sembra delinearsi un certo interesse per persone che provengono dal mondo del trasporto e della logistica.

Facciamoci ora alcune domande

Chi vuole penalizzare il trasporto su gomma? A quale cultura appartengono scelte che hanno originato i divieti di circolazione, ultimo quello ridicolo per emergenza neve? Chi condivide, con il Ministro Clini, l’idea balzana di spostare tutto il trasporto dalla gomma al ferro senza una logica razionale? Quali forze contestano, nonostante il Governo le abbia confermate, le risorse messe a disposizione del trasporto su gomma? Chi sostiene che la battaglia a favore di un ambiente pulito e contro l’inquinamento si risolva bloccando, e non razionalizzando come si dovrebbe, la distribuzione delle merci nei centri urbani?
Queste posizioni appartengono alla cultura del divieto che noi dobbiamo contestare non solo perché contro i nostri interessi ma anche perché rischiano di ingessare l’economia del Paese.

ECCO LE RAGIONI PER ANDARE A VOTARE E SCEGLIERE COME CATEGORIA, NON LASCIANDOCI COINVOLGERE NELLA LOGICA DELLA PROTESTA, PER LA PROTESTA PRESENTE IN MODO SEMPRE PIU’ EVIDENTE NEL PAESE. E’ STATA UNA PARTE DELLA CLASSE POLITICA CHE SI E’ DELEGITTIMATA DA SOLA .
UNA REALTA’ SOCIALE, QUELLA ITALIANA, CHE NON PUO’ ESSERE GOVERNATA IN MODO SEMPLICISTICO SOLO PROPONENDO DI MANDARE A CASA LA CLASSE DIRIGENTE, MA AVENDO IDEE E AVANZANDO PROPOSTE.
LA DELUSIONE E IL DISINTERESSE SONO FATTE CRESCERE AD ARTE. MA QUESTO FA VINCERE CHI SOSTIENE LA PROTESTA SOLO FINE A SE STESSA!

L’AUGURIO E’ CHE NESSUNO A URNE APERTE DEBBA DIRE: MI DISPIACE!
DA QUI IL RINNOVO DELL’APPELLO PER RECARSI AI SEGGI SCEGLIENDO CHI IPOTIZZA SOLUZIONI E NON SOLO CHI URLA, INSULTA E PROTESTA.

Situazione generale

La decisa iniziativa presa da Unatras e dalle nostre realtà dopo i divieti per neve del passato fine settimana e le molte iniziative preventive, avviate in questi giorni dopo il nuovo annuncio di una possibile nuova ondata di divieti, sembra aver contenuto la decisione di bloccare in modo generale e non mirato la circolazione dei mezzi pesanti. La lettera che l’Unatras ha preventivamente inoltrato testimonia ancora una volta chi e come si è attivato per la tutela della categoria.
Nel frattempo il Ministro Ciaccia ha, come da intese, nuovamente firmato il decreto che deve essere controfirmato dal Ministro Grilli. Sarebbe un atto di lungimiranza , oltre che di correttezza, se non si prorogasse nel tempo un atto frutto di una intesa. Nel frattempo le riunioni tecniche proseguono con il Dipartimento che oggi ha definito gli aspetti tecnici della ripartizione delle risorse.

Ancora sui costi della sicurezza

Occorre riconoscere che la battaglia è ancora lontana dall’essere risolta. Leggiamo sul Sole XXIVOre che il Tribunale di Lucca avrebbe eccepito la questione di incostituzionalità sulle norme dei costi minimi.
Ad esprimersi sarà la Suprema Corte che già in passato ebbe a pronunciarsi sul sistema delle tariffe obbligatorie, allora vigente nel Paese. In quelle circostanze la Suprema Corte assunse un orientamento favorevole al sistema tariffario. A queste si aggiunsero pronunciamenti della Corte Europea in perfetta linea con quelli espressi dalla Suprema Corte italiana.
Non possiamo tuttavia fare a meno di notare alcune inesattezze contenute nel testo apparso sul quotidiano di Confindustria.
I costi della sicurezza coprono solo i costi incomprimibili e non altri che sono invece lasciati alla libera trattativa delle parti.
Le norme trovano ispirazione proprio nel secondo comma dell’articolo 41 della Costituzione che riconosce limitazioni alla libera attività per ragioni di carattere sociale. Alcuni esempi? Oltre al costo del gasolio occorre evidenziare come il costo del personale con i tempi di guida e di riposo, i limiti di velocità del sovraccarico siano tutte previste sia da norme contrattuali che da direttive comunitarie o leggi.
Le norme si applicano alle operazioni di trasporto effettuate in Italia e quindi non si vedono le disuguaglianze segnalate; l’obiettivo è garantire la sicurezza, per tutti i cittadini e non agli autotrasportatori.
Aggiungo che la stessa direttiva Bolkestein prevede la possibilità di interventi che possano limitare la concorrenza quando in gioco vi è l’interesse collettivo, il bene comune.
Ma facciamo un esempio ancora. Il gasolio ed il personale incidono di circa lo 0, 80 euro/Km. Se si aggiungono alle voci suddette i pedaggi autostradali, il costo dell’automezzo, e magari della manutenzione (oppure questa non incide sulla sicurezza) vediamo che i valori indicati dallo stesso Ministero sono in linea con quanto dettato dalla legge. Non sono inoltre ricompresi i costi amministrativi dell’organizzazione, l’utile di impresa.
Per quanto riguarda i costi minimi definiti da accordi tra le parti ricordo che le intese non sono state rese possibili per la indisponibilità della committenza, anche a fronte del parere che l’Antitrust aveva espresso, fortemente negativo rispetto a tale possibilità.
Si comprende bene l’obiettivo del giornale confindustriale ma le“libere interpretazioni” che forzano le norme, meritano precisazioni.

Consiglierei a chi ha redatto l’articolo di leggere le dichiarazioni rilasciate dal Ministro Clini sulle vere distorsioni che il mancato rispetto dei costi della sicurezza determina sul mercato, rispetto alle altre modalità di trasporto. Se preferisce non importunare il ministro potrebbe sentire il parere di un associato importante della Confindustria che invece chiede il rispetto dei costi della sicurezza.
Le dichiarazioni di un dirigente importante a tale proposito abbondano.

Le tesi sballate del Ministro Clini

Non sappiamo se sia una “marchetta elettorale” o convinzione personale ma i contenuti di un convegno tenutosi in settimana sul delicato tema dell’ambiente e del suo rispetto non possono che suscitare perplessità. Le imprese del trasporto sono favorevoli allo sviluppo della intermodalità, purchè sia rispondente alle esigenze del sistema produttivo.
Forse sfugge al Ministro Clini che i tempi di resa delle merci non sempre, o quasi mai, sono scelti dagli operatori del trasporto. E’ la competitività della filiera e del prodotti che guidano le scelte sul vettore, non le imprese di trasporto.
Compreso questo essenziale aspetto, il Ministro dovrebbe rivedere i propri numeri sia sul conto terzi che sul conto proprio. Dei quasi cinque milioni che circolano sulle strade appartengono al trasporto professionale nemmeno un milione. Gli esperti del Ministro si dovrebbero anche documentare sulla primaria esigenza tipica delle imprese di trasporto. Ottimizzare i viaggi. Cioè far viaggiare i mezzi sempre carichi. La qualcosa è impossibile per chi trasporta per proprio conto le merci prodotte. Per questi l’attività prevalente non è trasportare ma produrre beni.
E’ quindi attraverso una razionalizzazione del sistema di trasporto, una adeguata gestione logistica e la garanzia del rispetto delle regole sulla sicurezza che può generare una riduzione del numero dei mezzi pesanti sulle strade. Se ad esempio si rispettassero i costi della sicurezza, ma il Ministro è a conoscenza che il Governo è favorevole a questo sistema, il trasporto ferroviario diverrebbe subito competitivo a voler dar retta al costo indicato nello studio tanto condiviso dal Ministro Clini. Allora anziché lanciare proposte che oltretutto prendono in considerazione dati poco attendibili (affermare che il 90% delle merci viaggia su gomma senza dire che oltre il 70% del trasporto merci avviene su tratte inferiori ai cento kilometri è fuorviante; così come del fatto che se togliessimo dalle strade gli automezzi che percorrono tratte più lunghe di 500 kilometri il traffico complessivo si ridurrebbe di poco più dello 0,2%. Un dubbio ci sovviene: non è che il fantasioso Ministro, che ha scoperto dopo anni che era dirigente generale del ministero dell’Ambiente che a Taranto le aziende dello Stato di fatto facevano ammalare la gente di cancro, pensi di far entrare i treni nelle città affidando loro la gestione della distribuzione e raccolta delle merci? Sicuramente i valori dell’inquinamento , (ma il signor Ministro si è mai domandato quale sia la forza che muove i treni e soprattutto come questa si alimenta? Oppure ha mai sentito parlare di inquinamento acustico?
Sono quesiti interessanti. Forse un Ministro tecnico, di un Governo tecnico che, salvo poche lodevoli eccezioni non ha poi così tanto dimostrato di essere diverso da esecutivi politici dovrebbe essere più attento prima di validare certe teorie. Lunedì su il Giornale tratterò l’argomento. Almeno che serva a far sorridere la gente che ne ha bisogno.

Gli impegni settimanali

Martedì riunione per la formazione di competenza di Forte e venerdì incontro al Dipartimento dei trasporti sulla suddivisione delle risorse. Non è la ripetizione di quanto già avvenuto nella settimana trascorsa dove si erano rimodulate le risorse, secondo le richieste del Ministero dell’Economia, ma la definizione di come debbano essere le procedure di assegnazione delle singole voci.

Alla prossima.

Paolo Uggè

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