La settimana sindacale confederale dall’11 al 15 MARZO 2013

UggeDi seguito le principali attività della settimana.

Ritengo giusto dedicare l’apertura della settimana con un riverente pensiero al nuovo Papa. Un evento che suscita emozioni. Speriamo che la volontà di rinnovamento del nuovo Pontefice, che ha voluto già manifestarla attraverso il nome scelto, si trasferisca anche nel mondo della politica dove, nonostante si senta altrettanto forte l’esigenza del cambiamento, l’interesse per il Paese sembra essere subordinato agli interessi particolari. Auguriamoci non si cada nella generalizzazione e nel folklore, ma si premi la conoscenza.

Situazione generale

Siamo ancora senza un Governo ma il lavoro delle federazioni ha fatto segnare il raggiungimento di due obiettivi sui quali si lavorava da tempo.

Firmato anche dal ministro Grilli il decreto sull’assegnazione dei 400 milioni

Lo avevo lasciato intendere nella scorsa settimana che il traguardo era a portata di mano ed in questi giorni è divenuto un fatto concreto. Con la sottoscrizione anche da parte del Ministro competente si potranno mettere in moto le procedure burocratiche che produrranno la possibilità per le imprese di usufruire delle riduzioni delle voci di costo, come concordato. Una boccata d’ossigeno importante per il settore che soffre le conseguenze di una crisi in atto da troppo tempo. Quanto ottenuto in un momento di particolare difficoltà della nostra economia, che non risolve certo i gravi problemi che assillano le imprese del trasporto, dovrebbe far riflettere coloro che amano solo sollevare polemiche e riconoscere invece l’impegno di quelle federazioni che sono riuscite a far confluire sul settore le attese risorse. Non sarà sfuggito quanto messo in atto da altre realtà interessate ad accaparrarsi i 400 milioni, o almeno una parte, destinati all’autotrasporto. Senza il lavoro silenzioso e costante e la preziosa collaborazione dell’amministrazione non si sarebbe riusciti a mantenere la conferma delle risorse, nell’entità definita da un Esecutivo in carica per la gestione ordinaria. Un doveroso riconoscimento deve quindi essere rivolto al Ministro Ciaccia che ha voluto onorare gli impegni assunti.

Positiva anche l’azione del Governo in Europa

Un ulteriore riconoscimento alla positiva azione del Governo lo si deve manifestare in relazione agli ultimi lavori del Consiglio Europeo dei Ministri dei Trasporti. Argomento in discussione il cabotaggio terrestre. Anche in quella sede il nostro Governo ha saputo costruire una posizione di opposizione a qualsiasi forma di liberalizzazione dei mercati nazionali nei trasporti terrestri. Occorre rammentare la richiesta che Unatras è sempre stata quella di rallentare il percorso verso una qualsiasi forma di liberalizzazione, onde evitare che la maggior competitività di imprese estere, favorite da costi e condizioni meno pesanti, assegnasse il colpo mortale finale ai nostri operatori. Il fatto che il Governo italiano, bene supportato dal Dipartimento Trasporti Terrestri che ha fornito le argomentazioni a sostegno delle esigenze delle nostre imprese si sia opposto ed, insieme ad altri Paesi, abbia espresso una posizione contraria all’apertura del cabotaggio, è senza dubbio positivo. Non possiamo certo dire che il pericolo sia stato definitivamente superato ma possiamo affermare che se la posizione, sarà mantenuta nel tempo non potrà essere sottovalutata dalle istituzioni europee. Certamente il Governo che sarà chiamato nei prossimi mesi in sede comunitaria, insieme alle forze politiche ad affrontare nuovamente l’argomento, dovrà essere altrettanto determinato a difendere gli interessi nazionali. Da parte nostra abbiamo già provveduto, attraverso la nostra Confederazione, a prendere contatto anche con i gruppi  parlamentari italiani presenti in sede europea, per ottenerne il sostegno. L’occasione mi consente di richiamare l’attenzione su un aspetto particolarmente importante che in campagna elettorale ho più volte evidenziato. Invitare i nostri operatori a dare il loro consenso in base agli interessi della categoria e non a ragioni di appartenenza o di protesta, mirava proprio ad evitare che quelle forze politiche, che nutrono avversità nei confronti dell’autotrasporto, potessero ottenere il mandato di guidare il Paese. Se nel Governo saranno preponderanti forze che si rifanno alla generica affermazione di “sviluppo sostenibile” e non per coniugare le esigenze dell’economia con quelle dell’ambiente, ma solo per sostenere delle posizioni di ambientalismo a prescindere, le possibilità che siano ancora mantenuti interventi a supporto del settore verranno sicuramente a cadere. Così come si avvieranno scelte che ridurranno le iniziative tese a generare una più adeguata mobilità. (blocco delle infrastrutture, penalizzazioni economiche per l’attività, annullamento degli interventi a supporto del settore, etc). Vorrei allora che coloro che hanno scelto di sostenere nuovi movimenti che hanno saputo giocare sul malcontento, riflettessero su quelle che potrebbero essere le conseguenze delle loro scelte.

Nessun pronunciamento sui costi minimi

Da parte del Tar nessun pronunciamento si è registrato sulla vicenda. Voglio ritornare ancora sulla decisione del tribunale di Lucca che ha sollevato alcune eccezioni di costituzionalità sulle norme dei costi della sicurezza. Da parte di alcuni committenti tale decisione viene presentata come prova della illegittimità delle norme sui costi minimi. Niente di più falso! Innanzitutto la Suprema Corte dovrà affrontare l’esame delle normative, a difesa delle quali noi ci costituiremo, ma voglio ricordare come sulla vicenda tariffaria sia la Corte di Giustizia Europea che la nostra Suprema Corte, quando si sono pronunciate sul sistema di tariffe obbligatorie, molto più cogente rispetto ai costi della sicurezza, ne abbiano sempre riconosciuto, non solo la legittimità ma anche la compatibilità, verso i principi europei e nazionali. I pronunciamenti contrari su tariffe, dunque, non hanno mai riguardato il trasporto merci. Comunque una nota predisposta dal nostro ufficio legale verrà resa pubblica nei prossimi giorni per fornire elementi a conforto.

Rinnovo contratto di lavoro

Nessun passo in avanti dagli incontri con le rappresentanze dei lavoratori. Martedì è stata convocata una presidenza Unatras che si confronterà sulle scelte da compiere più opportune. L’importanza di ricercare una posizione unitaria è evidente. Quello che conta è riuscire a realizzare un contratto che premi la produttività e ne leghi gli incrementi.

L’anno della Fai

Lo abbiamo già più volte ricordato ma per noi l’anno in corso assume una particolare rilevanza. Il ricordo dell’avvio della nostra attività di rappresentanza sindacale è un passaggio troppo importante per non essere vissuto come si dovrebbe, In concomitanza con la Fiera di Verona, che ha fatto registrare un particolare interesse sia verso la nostra federazione che sulla proposta che  Fai Service, cooperativa a noi aderente, ha presentato con l’occasione, è stato lanciato l’anno della celebrazione del 50° della costituzione della federazione. La macchina organizzativa è in moto e le nostre realtà territoriali devono saper rispondere come altre volte con entusiasmo e generosità per dare modo alla nostra festa, prevista per metà giugno a Montecatini, di ottenere il coinvolgimento dei molti imprenditori che si riconoscono nella Fai e per dare visibilità a quegli associati che negli anni si sono distinti per senso di appartenenza. Una riunione organizzativa si è tenuta nella sede di Milano nella giornata di oggi.

Attenzione agli sfascia carrozze

Lo avevamo previsto, anche se questo non è motivo di soddisfazione, e puntualmente stiamo, con grande preoccupazione per quello che potrà accadere, assistendo ad una serie di interventi da parte di rappresentanti di forze politiche, tendenti ad impedire le realizzazioni fondamentali per il futuro della nostra economia. Senza delineare una linea strategica in grado di rispondere alle esigenze del Paese che, per essere competitivo, non può prescindere da una politica dei trasporti razionale ma anche equilibrata, non si manda avanti il Paese. Si vadano a leggere quanto pubblicato giovedì sul Sole XXIV Ore gli oppositori delle infrastrutture e quelli che non comprendono quanto sia essenziale prima definire le scelte di politica dei trasporti e successivamente identificare le infrastrutture utili a realizzarla. In Italia invece si oscilla tra chi vuole “asfaltare” il Paese e chi lo vuole paralizzare. I risultati sulla competitività sono sotto gli occhi di tutti. Ecco perché occorre molta attenzione per non farsi abbindolare dalle dichiarazioni di certi sfascia carrozze. Dovremo stare molto attenti e non lasciarci travolgere dai vari parolai di turno ma anche da chi, per ottenere il potere, si mostra disponibile a rinunciare a scelte di politiche importanti per la nostra attività. Proprio oggi si possono leggere alcuni articoli che non solo ribadiscono la riconfermata e più forte opposizione alla Tav, ma dopo il Ponte sullo Stretto, si pensa anche di bloccare il terzo valico utile allo sviluppo del Porto di Genova ed alla realizzazione del corridoio dei due mari, che dovrebbe collegare Rotterdam con Genova. (anche questa opera era inserita nelle scelte europee di realizzare grandi reti di comunicazione (le reti TEN). Così il Paese va verso l’autoesclusione dai mercati.

Taxisti e NCC a rischio

La liberalizzazione, tanto ostacolata, sta per colpire anche le categorie dei taxisti e noleggiatori. Una società americana ha realizzato un sistema telematico che stravolgerà l’attività, anche se in tempi diversi, dei taxisti e dei noleggiatori. La strategia utilizzata è semplice prima si utilizzano i noleggiatori per colpire i taxisti poi si ricorrerà ad imprese o conducenti in affitto provenienti da Paesi esteri (sloveni, rumeni etc) per mettere in difficoltà gli operatori nazionali. Sulla rivista Panorama un articolo illustra quanto è già partito, non la strategia ovviamente che è frutto di una  mia valutazione. La sezione Fai si è già attivata per definire con gli operatori la linea da tenere.

Attività della federazione

Martedì due appuntamenti organizzati dalla Confederazione. Un seminario Inail e uno sul progetto green market che affronta anche la necessità di trasparenza; mercoledì presidenza confederale, venerdì riunione del comitato organizzatore del 50esimo dalla fondazione della federazione. Oggi si è tenuta l’assemblea dell’Istituto Mario Remondini che ha provveduto ad un allargamento del Consiglio di Amministrazione, alla nomina del nuovo presidente che è stato individuato nella persona di Giorgio Colato ed alla approvazione degli atti amministrativi. Un ringraziamento non di facciata ma sentito va al presidente uscente Giuseppina Mussetola che ha guidato l’Istituto fino ad oggi con grande spirito di sacrificio. Un augurio anche al nuovo presidente per una stagione ricca di soddisfacenti risultati. Abbiamo a disposizione in quanto inoltratoci ufficialmente, il programma programmatico del Pd. Chi è interessato a conoscere le linee sui trasporti di un eventuale futuro governo, lo può richiedere alla segreteria. In chiusura ringraziamo coloro che hanno voluto inserirci in una sorta di “spectre” assegnandoci nel contempo il ruolo di monopolizzatori della scena sindacale dell’autotrasporto. Non ci pare giusto nei confronti di altre federazioni che assicurano con fatica una presenza nel settore, né tanto meno possiamo riconoscerci in alcuni riferimenti presenti nella ricostruzione. Prendiamo come auspicio che si possa costituire presto una lobby nel mondo del trasporto perchè noi, nonostante gli sforzi e le visioni di qualche vate, ancora non siamo riusciti ad esserlo. Chissà se in futuro.

Alla prossima.

Paolo Uggè

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