La settimana sindacale confederale dal 25 al 29 MARZO 2013

UggeIn sintesi le attività della settimana.

SITUAZIONE GENERALE
Settimana di routine che precede la Pasqua, dominata ancora dalle ripercussioni dopo l’ordinanza del Tar del Lazio che ha deciso di rinviare ogni decisione, mantenendo in essere il sistema vigente dei costi della sicurezza, alla Corte di Giustizia europea.
Non sappiamo le ragioni per le quali il Tar abbia scelto di rinviare. Vi è chi pensa ad una certa forma di cautela; chi pensa invece che abbia preferito non dare una risposta negativa alle parti che hanno impugnato le delibere; infine chi sostiene che la paura di possibili iniziative sindacali sia stato il motivo per il rinvio. Non ho elementi per esprimermi ma ritengo che la scelta di lavarsi le mani in linea con la settimana Santa (mi si perdonerà l’accostamento) abbia indotto alla decisione.
Una cosa è certa ma non perché la sostenga io (il parere è di molti giuristi e anche di chi ha accomunato tanta esperienza presso il dipartimento trasporti) i costi minimi e le delibere impugnate restano in vigore.
Molto opportunamente vi è chi ricorda che, anche quando vi fu il rinvio in sede di Corte di Giustizia del sistema obbligatorio che alcuni giudici avevano ritenuto non compatibile (la Corte sconfessò poi quella interpretazione) con i principi comunitari, il contenzioso in essere e le normative non furono sospese, le sanzioni continuarono ad essere emesse fino a quando la Corte si espresse.
Chi volesse leggere il parere del nostro ufficio legale lo può trovare sul sito della Conftrasporto con valutazioni giuridiche a supporto. Sono molti i bugiardi in circolazione in questi periodi. L’importante è essere in linea con le proprie idee, in pace con la propria coscienza e non perdere la memoria. I costi della sicurezza sono stati il frutto di richieste precise e ben individuabili. È la coerenza, che manca ad altri, quindi che impegna le persone serie a portare avanti battaglie di tutti. Queste considerazioni le abbiamo fatte più volte ma non sono servite a far capire a chi non vuole comprendere. Quindi andiamo avanti.
Ora la battaglia si sposta in sede europea e noi ci saremo augurandoci che vi sia volontà comune di sostenere una battaglia voluta da gran parte della categoria. Tutte le critiche al sistema sono degne e noi le rispettiamo ma poiché abbiamo un gran rispetto dei nostri associati non mancheremo di fare quello che ogni realtà associativa seria dovrebbe fare. Difendere un sistema o trovare soluzioni; il tempo non ci manca.
Facciamo fatica, lo dobbiamo dire, a comprendere richieste di annullare il sistema dei costi minimi alla luce del fatto che il Tar del Lazio abbia sollevato dubbi. Tutte le opinioni sono legittime ma mi pare davvero singolare che rappresentanti di categoria chiedano al Ministero di non applicare una Legge. Questo si chiamerebbe omissioni di atti d’ufficio. Si è mai provato a pensare a quale pesante responsabilità si troverebbe coinvolto chi omettesse di dare applicazione alla Legge?. Un soggetto terzo che per un incidente si trovasse danneggiato potrebbe avviare azioni di responsabilità dagli esiti pericolosi per chi si è assunto la responsabilità di non applicare o non far applicare una Legge. Coniugare le proprie aspettative con decisioni impossibili ad attuarsi non ci pare un modo prudente di affrontare il problema. A tutti coloro che avversano tali normative, che non mirano a tutelare una categoria di operatori ma l’incolumità dei cittadini, propongo un modo diverso di affrontare la questione. Partiamo da questo concetto. Cooperiamo tutti per garantire il rispetto delle norme sulla circolazione stradale e relative alla sicurezza sociale. Noi siamo pronti a qualsiasi confronto ma partendo da punti fermi. Temo che anche questa volta resteremo senza risposte in quanto la volontà di coloro che si ergono a difensori del libero mercato in realtà ricercano una libera prateria dove poter scorazzare. Se a pagarne poi le conseguenze saranno i cittadini pazienza. Cosi non possiamo essere d’accordo.
Vogliamo trovare la strada per dare applicazione al 2° comma dell’articolo 41 della Costituzione ed al comma primo? Siamo pronti. Quello che non possiamo accettare sono le teorie inesistenti su una “compressione indubitabile della libertà negoziale” o di chi sostiene che esistono pronunciamenti della Corte di giustizia in materia di autotrasporto che già hanno bocciato i costi minimi. Fantasie in libertà.
La Corte europea ha riconosciuto, caso mai, la libertà di ogni singolo Stato, per i trasporti interni, di comportarsi come ritiene più confacente. I pronunciamenti contrari alle tariffe non riguardano i costi minimi ma i trasporti internazionali, o altri settori.
Vi è poi chi assume a riferimento espressioni, non riconducibili alla realtà, nelle quali è incorso il Tar e li cita a sostegno delle proprie teorie. Parlare di Osservatorio e di Consulta non ha alcun senso visto che tali organismi non esistono più. Oggi i costi sono calcolati dal Ministero, che è un Autorità pubblica. Se il Tar avesse voluto avrebbe potuto esprimersi in modo favorevole alla sospensiva di delibere assunte. Non lo ha fatto! Vi sarà una ragione, dunque. A noi il sistema francese, se applicato con i controlli adeguati, non può che andar bene. In fondo i principi sui quali è costruita la legge n. 32/05, condivisa da tutti, committenza inclusa, sono questi.
Se esiste una volontà seria, partendo da punti fermi la soluzione può essere trovata; se invece si vuole un mercato senza regole; la strada non è praticabile. Per questo facciamo fatica a condividere le posizioni di chi si impegna a sostenere il contrario di quanto voluto fortissimamente durante gli incontri al Ministero (mi riferisco al nostro mondo). Rammento che non abbiamo mai sostenuto la compatibilità degli accordi di settore; né tanto meno la possibilità che i costi della sicurezza potessero dipendere dalla forma del contratto. Noi abbiamo sempre ribadito la validità della riforma introdotta con la legge del 2005, la n.32 che si regge sul rispetto dei costi derivanti dal rispetto delle disposizioni sulla sicurezza sociale e della circolazione verificati da controlli mirati. Per ragioni di unità abbiamo sostenuto e non smettiamo ora le richieste di altri, che oggi hanno cambiato idea. Ma un limite esiste. Speriamo che tra qualche mese, di fronte a delle possibili evoluzioni non vi sia qualcuno che chieda un nuovo cambio di linea.

RINNOVO DEL CCNL Sono proseguiti gli incontri per trovare vie d’uscita compatibili con le esigenze dei lavoratori e delle imprese. Alcune ipotesi sono in fase di elaborazione e presto saranno portate al tavolo ufficiale del confronto. Ognuno dovrebbe riflettere su quanto sta avvenendo nel mondo del lavoro. Il ricorso al personale in affitto, unito al fenomeno della delocalizzazione delle imprese sta ponendo le basi per future difficoltà sia dell’equilibrio del sistema pensionistico che del mantenimento dei livelli occupazionali. Se entrambe le parti non riusciranno a trovare equilibri sostenibili il contratto rischia di divenire un esercizio destinato a non produrre effetti.

50 ANNI DI VITA INSIEME

Sarà un costante richiamo ai valori che portarono alla costituzione della nostra federazione, da qui al mese di giugno quando celebreremo la ricorrenza, che vi rivolgerò in ogni occasione. L’impegno di tutti non dovrà mancare. Troppi sono i ricordi sulla positività della nostra esperienza nell’attività di rappresentanza per non riconfermarli tutti insieme. Una celebrazione festosa nel corso della quale evocheremo coloro che ci hanno preceduto e dal loro esempio trovare la forza per proseguire per gli anni a venire.
Leggete con attenzione le comunicazioni inviate dalla segreteria e soprattutto collaborate per vivere il momento nel quale la sublimazione del valore dell’appartenenza diviene visibile e concreto.

ATTIVITA’ FEDERATIVE

Lunedì sono proseguiti gli incontri per il rinnovo del contratto di lavoro; martedì si è fatto il punto della situazione dopo l’emanazione dell’ordinanza da parte del Tar; nella settimana scorsa nei giorni di venerdì e sabato si è tenuto il seminario confederale di Cernobbio dove si sono potute ascoltare le relazioni di protagonisti dell’economia italiana ed europea lì convenuti.

In chiusura voglio augurare a voi tutti e alle vostre famiglie una Buona Pasqua.

Paolo Uggè

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